INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Fabriano
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Chiesa dei Ss. Biagio e Romualdo

Cenni storici

Chiesa dei Ss. Biagio e Romualdo – Fabriano (AN)

La chiesa preesistente, denominata solo S. Biagio, fu costruita dai monaci Benedettini dell’Abbazia di San Vittore di Genga. Un terremoto la distrusse completamente nel 1284.

Descrizione

La chiesa dei SS. Biagio e Romualdo ha subito nel corso degli anni diversi rimaneggiamenti e modifiche a causa, soprattutto, di terremoti che periodicamente hanno causa gravi danni alla struttura dell’edificio. La prima costruzione risale al XIII secolo ma della primitiva architettura non rimane alcuna traccia, tranne per un’epigrafe che afferma che l’ingresso era posizionato sul fianco laterale. La configurazione attuale risale al XVII e al XVIII secolo ma mantiene anche l’impronta cinquecentesca che ne fa apprezzare l’organismo architettonico inserito anche nel più ampio contesto del monastero e del chiostro limitrofi (risalenti appunto al XVI secolo). L’impianto architettonico dell’interno, dovuto all’architetto camaldolese Giuseppe Antonio Sorattini, è un elegante esempio di tarda architettura barocca, caratterizzata dal ricco apparato decorativo formato da stucchi, statue, cartigli, di cui alcuni realizzati da G. Malatesta, e da una balaustra in alabastro. La pianta presenta tre navate, divise dall’alternarsi di pilastri e colonne, coperte da una sequenza di volte composte: a vela, a botte, a crociera e cupole su pennacchi sferici. Le cupole sono due: una posta al centro della navata principale e una al centro del transetto. Quest’ultima, insieme alle pareti laterali, fa parte della zona più antica della chiesa che è stata risparmiata dal terremoto del 1741. Ne sono testimonianza i dipinti murali eseguiti nel 1697-1698 da Giuseppe Malatesta e lo spazio destinato al coro che presenta arredi e rivestimenti lignei anch’essi di metà ‘600. Dall’altro lato dell’edificio, di particolare pregio sono la bussola e il rivestimento dell’organo in legno finemente lavorato e decorato. Al di sopra dell’ingresso a bussola, è posizionato l’organo del veneto Gaetano Callido di Venezia, di recente restaurato, chiuso da una balaustra dorata e ricca di decori. La pavimentazione è in cotto, principalmente di tipo quadrato, alternata a modesti e limitati elemento in pietra, tipico di molte chiese fabrianesi. Dalla chiesa si scende nella cripta di San Romualdo, costruita nel 1748, ampliata nel 1793 e decorata di pitture con scene della vita del santo. All’esterno, l’accesso al sagrato è consentito attraverso un’ampia scalinata con relativo parapetto in pietra, sulla cui sommità si erge l’imponente facciata realizzata nel 1688 su disegno di Francesco Di Vittorio Valenti. Il fronte è caratterizzato, nella parte inferiore, da una zoccolatura sulla quale poggiano due coppie di paraste culminanti nella fascia di trabeazione, su due ordini sovrapposti. La porzione superiore è caratterizzata, nella parte centrale, da una parete muraria più alta, al di sopra della quale poggia il timpano, mentre sui fianchi sono presenti due vele che fungono da raccordo con la porzione dell’ordine inferiore. Verticalmente la facciata viene scandita dalle diverse aperture ricavate sia nella parte bassa che nella porzione superiore. Lungo l’asse baricentrico del fronte sono posizionate rispettivamente il portate d’ingresso, inquadrato da una cornice in pietra bianca sormontata da un timpano semicircolare del medesimo materiale con bassorilievo centrale, e una finestra caratterizzata da una balconata in pietra. Quest’ultima è stata ricavata in sostituzione del rosone, come mostra la disposizione dei mattoni visibili sui fianchi. Lateralmente all’ingresso, sono stati ricavati altri due ingressi sormantati da due finestre inquadrate da cornici in pietra, con bassorilievi e volute che le completano.


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