INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ascoli Piceno (AP)
Comune: Ascoli Piceno
Localita' o frazione: Piagge
Nome bene: Grotta del Beato Corrado

Cenni storici

Grotta del Beato Corrado - Ascoli Piceno (AP)

Nei pressi del Convento di San Lorenzo, salendo per qualche minuto a destra verso la parete rocciosa e procedendo nel folto del bosco, si raggiunge la Grotta del Beato Corrado, una curiosa e affascinante cavità interamente scavata nel masso di travertino, dove visse i suoi ultimi anni il teologo francescano Corrado Miliani dei Conti Saladini che fu missionario in Africa, insegnante di teologia alla Sorbona di Parigi e infine eremita nella piccola grotta dove morì in odor di santità nel 1289.  Una croce scolpita nella pietra testimonia la destinazione d’uso del luogo, che divenne meta di numerosi pellegrinaggi e ancor oggi è capace di catturare l’escursionista per la grande suggestione del luogo.

Come arrivare
Dal pianoro di Colle San Marco, sopra Ascoli Piceno, in corrispondenza del Sacrario partigiano, si nota un sentiero che porta a scendere la rupe di travertino. All’inizio si percorrono scale molto ripide su terra, e dopo qualche minuto si è in un ambiente veramente unico. In un’ora il circuito si chiude, riportando l’escursionista sul piano di San Marco. Duante il cammino s’incontrano anche i ruderi di San Lorenzo e il bellissimo eremo di San Marco.

Corrado Miliani

Corrado Miliani nacque ad Ascoli Piceno nel settembre 1234 da una delle più illustri famiglie ascolane. Ancora in giovane età, era solito inginocchiarsi ai piedi del suo giovane conterraneo Girolamo Massi per porgli i propri omaggi. Interrogato sul motivo di questa sua strana abitudine, Corrado replicò affermando che già vedeva profeticamente le Chiavi di Pietro, emblema del Romano Pontefica, nelle mani del ancor giovane suo amico, nonostante nessuno potesse in alcun modo immaginare per lui una così grande carriera ecclesiastica. I due amici, entrambi seri, devoti e puri di cuore, essendo alla ricerca di una vita all’insegna della perfezione evangelica, entrarono insieme nel convento francescano di Ascoli. Girolamo fece subito carriera, divenendo in breve tempo Provinciale dei Frati Minori della Dalmazia, poi alla morte di San Bonaventura ottavo successore di San Francesco, poi ancora cardinale ed infine, come gli era stato predetto, primo Papa francescano col nome di Niccolò IV. Al suo confratello fra’ Corrado di Ascoli spettò invece una vita ben più modesta, che gli permise però di scalare le vette più alte della santità. Compiuto il noviziato ad Assisi, si trasferì a Perugina per gli studi teologici. Nonostante la sua grande modestia ed il suo desiderio di dedicarsi alla vita eremitica, poté manifestare pienamente la sua cultura e la sua sapienza nella predicazione, in particolar modo in terra di missione. Si era infatti nel frattempo trasferito in Africa, spinto dal desiderio di salvare le anime e di accettare, se ne fosse capitata l’occasione, il martirio. Questa seconda sua aspettativa non trovò però compimento. Secondo la tradizione fu il primo missionario cattolico ad esplorare la regione libica della Cirenaica. Assolutamente degna di nota è la sua grande devozione per la Santissima Trinità, in nome della quale operò parecchi miracoli, nonché la risurrezione di due defunti. Una sua altra particolare devozione fu quella per la Passione del Signore, che fu accompagnata da apparizioni di Gesù sofferente e dal prender parte al suo dolore. Fatto ritorno in Italia, gli venne affidata una missione delicatissima presso il re di Francia, in qualità di legato papale, per scongiurare una guerra di quel paese con la Spagna. Tornò in seguito per due anni a Roma, ma poi ripartì nuovamente per Parigi per insegnarvi teologia. Gli onori ed i prestigiosi incarichi che gli furono assegnati non influirono però minimamente sulla vita ordinaria di fra’ Corrado, che come sempre continuò a dormire su una dura tavola di legno, a camminare scalzo ed a nutrirsi solo di pane ed acqua per ben quattro giorni a settimana. Nel 1289 il suo vecchio amico, ormai eletto papa, lo convocò a Roma, presumibilmente per conferirgli la porpora cardinalizia. Corrado, malfermo di salute, non resse purtroppo al lungo viaggio e morì nella sua città natale il 19 aprile di tale anno. A Niccolò IV non restò che onorare l’amico di gioventù concedendogli la sepoltura a Roma nella chiesa di San Lorenzo alle Piagge. Il culto da subito tributato al Beato Corrado di Ascoli Piceno ricevette la conferma ufficiale solo nel 1783. La principale fonte di notizie sul suo conto è costituita dagli Annales Minorum.

Autore: Fabio Arduino


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