INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Sirolo
Localita' o frazione: Monte Conero
Nome bene: Eremo Grotta del Mortarolo

Cenni storici

Eremo Grotta del Mortarolo - Sirolo (AN)

La grande grotta, un ipogeo naturale utilizzato come romitorio, è composta da un unico vano provvisto di aperture verso l’esterno. In corrispondenza della parete di fondo si nota un rudimentale altare scavato nella viva roccia e costituito da alcuni gradini e da un piano di appoggio. All’esterno, nella parte superiore della grotta, nascosta dalla fitta vegetazione, si nota una croce incisa nella roccia.

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Sparsi per il Monte Conero vi erano anticamente almeno sei Eremi in posizioni isolate e solitarie nel folto della vegetazione che i religiosi abitavano con la loro scelta di vita dura ma naturale e appagante. In genere erano ricavati in cavità naturali che si aprono nel calcare della montagna, preferibilmente nel versante a mare dell’anticlinale per “godere” anche della solitudine del mare. I monaci riuscivano a sopravvivere realizzando minuscoli orti nei piccoli terrazzamenti degli strati sedimentari coperti dal poco suolo necessario alla coltivazione. La Grotta del Mortarolo ne rappresenta un bell’esempio oggi visitabile con uno dei sentieri del Parco che conduce direttamente al suo ingresso a cui si accede dal ripiano antistante. Per l’apertura nella roccia che funge da ingresso si accede all’ambiente interno che è il risultato dell’apertura di una piccola faglia ed è illuminato da piccole “finestre” laterali che permettono di vedere il grezzo altare ricavato nella parete di fondo incidendo direttamente il muro. Lo stesso metodo fu evidentemente usato per realizzare la croce semi nascosta nella vegetazione sulla parte alta all’esterno. Come molti altri siti del Conero, anche a questo è legato un mistero e riguarda la credenza diffusa in merito alle pietre che si trovano sul pavimento della cavità che “disegnano” una croce o un uomo. Spostandoli o anche togliendoli tornerebbero nella stessa posizione in una sola notte e per tale motivo il luogo pare sia scelto per celebrare riti magici. Anche l’origine del nome è incerta ed evocativa. Una ipotesi la lega ai Mortari, le doline che assorbono acqua, oppure alla Mortella (Bosso e Mirto) assai comune nella Macchia Mediterranea del Conero. Ma sarebbe anche riferibile alla “testa da morto” (teschio) usata dai monaci per il loro memento mori o addirittura all’altare della morte (mortis ara) riferibile a culti pagani.

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