INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Fabriano
Localita' o frazione: San Pietro
Nome bene: Eremo di S. Maria di Grottafucile

Cenni storici

Eremo di S. Maria di Grottafucile - Fabriano (AN)

Non distante dalla frazione di Castelletta, sulle alture della Gola della Rossa, è il luogo in cui San Silvestro Guzzolini, proveniente da Osimo, si ritirò a vita eremitica sotto la protezione del Conte Rovellone tra il 1227 e il 1230. L’eremo era inizialmente costituito da piccole celle scavate nella roccia e solo in seguito, a partire dal 1265, vi furono aggiunti gli edifici monastici. E' qui che si costituì la prima comunità dei monaci benedettini-silvestrini. Il monastero fu abitato fino al XIX secolo, quando le soppressioni costrinsero i religiosi ad abbandonare il piccolo complesso che fu poi venduto a privati. Ne restano oggi solo pochi ruderi.

Il monastero è chiamato "Fucile" o "Gricta", mentre la chiesetta prende il nome di "Ecclesia Criptae Focilis" o "Santa Maria Grictae" o "Santa Maria de Focile" o "Santa Maria de Grocta Focilis". Mitologicamente, il termine Focile deriva da focus, cioè fuoco o forse perché pastori e boscaioli vi accendevano alcuni fuochi visibili anche da lontano. A Grotta Fucile, Silvestro trovò il suo rifugio la sua quiete e la contemplazione continua del suo Signore. Era un prete dotto, colto e ricco, nato a Osimo nel 1177, da una nobile e ricca famiglia, quella dei Guzzolini. Fin dalla prima infanzia aveva rinunciato alle sue ricchezze e agli agi della sua famiglia, cercando la solitudine nei boschi e nelle montagne. Compì i suoi studi nelle famose università di Padova e Bologna. A quarant'anni, fuggì da Osimo e, risalendo il corso del fiume Esino si rifugiò negli anfratti della Gola della Rossa. Scelse la vita di eremita, fino ad abbracciare la Regola di San Benedetto da Norcia. Un sacerdote di nome Filippo, proveniente da Recanati, si diede premura ad inviargli il primo discepolo; così il Santo cominciò ad accogliere altri uomini, fino ad organizzare una piccola comunità di eremiti. Poiché questo luogo era troppo angusto e impervio, il monaco si trasferì Montefano presso Fabriano, dove nel 1231 iniziò la costruzione di una chiesa e di un monastero, tanto che venne considerata come casa madre dell'ordine Silvestrino. Grotta Fucile continuò ad essere considerata la sede del Fondatore. Qui, costruì una chiesetta con accanto un piccolo monastero. La chiesa in stile gotico italiano ha una semplice e orinale struttura, con una superfice di 16 x 7, tutta in pietra ben squadrata e levigata. La volta, invece in pietra calcarea con conci di dimensioni modeste; le parete interne alte 2 metri realizzate con conci di travertino, bianchi, lisci e resistenti; l'interno era di una sola navata, con altezza di 7 metri circa aveva la volta a botte, a sesto rialzato, sprovvisto di abside, con un solo altare a isola. Vi erano tre porte: una a Nord a tutto sesto per i monaci; a Sud ogivale, per la gente; una terza a Est che immetteva in una piccola sacrestia. Vi erano alcune finestrelle romaniche a strombatura interna; al di sopra della porta si apriva un rosone, sulla parte meridionale due o tre finestrelle rettangolari. Il tetto era a doppio spiovente senza soffitto, alto 7,40 metri. In questo luogo esistevano una chiesa, un chiostro, una sala capitolare, alcune celle, una foresteria, una cucina, un refettorio, un'infermeria, un dormitorio, ed una piccola biblioteca. Inoltre, il Santo si preoccupò di far scavare una cisterna per necessare usi della piccola comunità. Nel 1254 , Grotta Fucile comprendeva nove membri poi, nel 1255 ospitò 5 priori e altri 19 monaci. Negli anni 1430-40, i Silvestrini smisero di abitare l'eremo di Grotta Fucile, sia perché ridotti di numero, sia perché il luogo era insicuro a causa dei banditi, mentre la chiesa veniva visitata nei giorni di festa. Nel XVI secolo, il luogo torno ad essere visitato di nuovo dai monaci; però, la chiesa minacciava di cadere in rovina, così, la rinforzarono. Quando nel 1665 anche tra i silvestrini venne introdotto l'uso degli abati titolari, il luogo, per la sua importanza, storica e spirituale fu dichiarata abbazia titolare. Nel XIX secolo con la soppressione degli ordini religiosi i silvestrini furono cacciati dai loro monasteri, così Grotta Fucile passò di proprietà a cittadini privati, i quali lo abbandonarono, e lo lasciarono privo di custodia tanto che venne ripetutamente saccheggiato. Oggi, della chiesina duecentesca, restano in piedi la parete di fondo a Ovest e quella laterale a Nord. Del monastero restano muri diroccati, infatti solo un vano conserva ancora una copertura a volta. Le tappe fondamentali della tutela sono: fase di ripulitura da rovi e da erbacce, fase di saggi di scavo per rintracciare le opere di fondazione del monastero e passare quindi al consolidamento delle strutture esigenti. Inoltre occorrerebbe ripristinarlo al luogo di culto e frequentazione. Il sito dell'orto, per il settimo centenario della morte di San Silvestro, fu liberato da erbacce e rovi.

BIBLIOGRAFIA
"Un eremo da salvare" a cura dei ragazzi della Scuola Media di Serra S. Quirico - 1994
I. Di Nicola - G.N. Menghini "Dalle grotte di Frasassi a Grotta Fucile", Assisi 1987

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