INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo (VT)
Comune: Castel Sant'Elia
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Insediamento Eremitico di San Leonardo

Cenni storici

Insediamento Eremitico di San Leonardo - Castel Sant'Elia (VT)

Nell'ambito della cultura monastica, o meglio eremitica alto medievale, si pone la GROTTA DI SAN LEONARDO, scavata nella rupe tufacea che delimita la cosiddetta Valle Suppentonia, attualmente nel territorio di Castel Sant'Elia. Si tratta di un insediamento rupestre a carattere religioso con precedente funzione cimiteriale, ubicato lungo l'antico percorso che da Falerii Veteres portava a Nepi. La grotta, si raggiunge percorrendo un sentiero che costeggia il banco tufaceo a ovest dell'antica basilica e al di sotto della terrazza del belvedere che apre verso la valle dalla piazza principale del paese. Questa grotta deriva da una serie di tombe falische riutilizzate all'uopo dai monaci - eremiti e non è composta da un unico ambiente, ma consta di più ambienti intercomunicanti. L'insediamento appare basso, a pianta irregolare e comprende tre ambienti. Attraverso un' ampia apertura si entra in un vano rettangolare, l'ambiente principale (ambiente 1) in cui venivano svolte le celebrazioni ecclesiastiche. A destra dell'apertura, nella parete Nord, è presente un catino absidale che risulta essere di fattura postuma; un arcosolio è scavato nel lato sinistro del catino absidale e presenta un piccolo altare collegato alle reliquie sottostanti da un foro. Questo altare fu descritto dal Grisal nel 1892 che lo confrontò con quello della Chiesa dei SS. Apostoli di Roma datato VI secolo. Di fronte al catino absidale, nel lato sud della stanza, un'apertura immette, tramite un gradino, in una seconda camera semicircolare (ambiente 2), da qui si entra nell'ultima camera (ambiente 3). Gli ambienti 2 e 3 fungevano, forse, da celle per i monaci, infatti, la presenza di una finestra medievale, nell'ambiente 2, indica la particolare e ricercata necessità di illuminare e di areare l'ambiente, proprio in dipendenza di un soggiorno prolungato nel suo interno. Nell'ambiente principale sono presenti gli affreschi che, ad un'ultima analisi, risultano essere gravemente deteriorati. Padre Roberto Serra nel 1889 aveva descritto questi affreschi che già all'epoca risultavano molto deteriorati. Egli identificava cinque figure di apostoli o profeti, una figura della Madonna e la rappresentazione di Gesù nell'atto di benedire. Nel frontale destro della tribuna identificava Giovanni Evangelista che tiene in mano un rotolo spiegato in cui si leggeva : " In principio erat Verbum, et verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum ". Nel frontale di sinistrarla pittura è svanita quasi del tutto tranne un brano del rotolo con la lettera E, forse " Ecce Agnus Dei " caratteristica del Battista e quindi forse la raffigurazione del Battista. Al centro l'Agnello con laureola a due raggi. Nel piccolo catino absidale erano allineate orizzontalmente tre figure: il Salvatore in mezzo, a sinistra una figura irriconoscibile, forse San Pietro, e a destra una figura di Maria. Altre pitture nella parete destra dell'entrata del vano. Tra queste una figura di monaco che ha " nella mano destra una spada e nella sinistra un libro", forse identificabile con San Leonardo di Nobiliacum, come sosteneva il Lezzani nel 1902. L'insediamento rupestre di San Leonardo costituì, probabilmente, anche un luogo di rifugio per i monaci intorno al X secolo. E' noto, infatti, che in questo periodo il Lazio era in balia dei Saraceni e di un'altra forza devastatrice facente capo ad una sorta di brigantaggio, ad opera dei cosiddetti latrunculi chiristiani". Questi ultimi erano il prodotto della miseria che gravava in quel periodo nelle campagne,i contadini si trasformavano così in briganti d'occasione, prendendo a modello gli stessi musulmani. Non è da escludere quindi, in proposito, che la dedica della grotta a San Leonardo, abbia voluto sottolineare proprio la specifica funzione di rifugi; infatti. San Leonardo, il cui culto a partire dall XI secolo riscuote grande popolarità, è stato anche invocato come protettore contro i briganti.

LINK UTILI



GALLERY


Photo Gallery A.D. 2019


DOVE SI TROVA


Simple Map

Condividi su Facebook