INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Lazio
Provincia: Rieti (RI)
Comune: Poggio Bustone
Localita' o frazione: Convento di San Giacomo
Nome bene: Il sacro speco

Cenni storici

Il sacro speco - Poggio Bustone (RI)

Salendo dal piccolo borgo di Poggio Bustone, disposto in maniera defilata e protetta, scopriamo il primo dei quattro santuari della Valle Santa: il convento di San Giacomo. Ci troviamo nel piazzale delle Missioni Francescane, a quota 800 metri circa sul livello del mare, immersi nel verde più intenso. Il santuario o romitorio inferiore, insieme al romitorio superiore, rappresentano i luoghi dove Francesco vede l’inizio della sua missione comunitaria, prendendo coscienza che è stato perdonato da Dio. Siamo nel 1208, quando Francesco, insieme ai suoi primi compagni, Bernardo da Quintavalle, Egidio, Pietro, Sabatino, Morico, Massei e Giovanni della Cappella entra nella porta posta a valle del paesino (oggi arco del Buongiorno), rivolgendo quel saluto estremamente conciliante “Bono jorno, bona gente!” ad una popolazione ritrosa, ma non ostile, abituata ad affrontare le asperità della vita quotidiana, che un paesino rupestre e sperduto poteva offrire in quei periodi. Un paese povero, abbarbicato sulle pendici del monte Rosato, segnato da inverni rigidi, tipici dei paesini di montagna dell’appennino, dove l’unico conforto alle anime viene offerto dal magnifico panorama che domina l’intera vallata reatina che, tuttavia, concede riparo al piccolo gruppo di pellegrini provenienti da Assisi. Giunto nella piazza principale del paese, affiancato dai suoi compagni, improvvisò una piccola predica, suscitando un’ardore sacro e struggente nella popolazione di Poggio Bustone, che mai più nessuno poté dimenticare. Dopo la predica, il Santo assisiate, fraternamente accolto dal Monaco castellano del paese, chiese di potersi ritirare, assieme ai suoi frati, in qualche luogo solitario, al fine di abbandonarvisi in preghiera. Il Monaco, apprezzate le nobili intenzioni del Poverello, indicò un piccolo eremitaggio benedettino, intitolato a S. Giacomo apostolo, posto a levante del piccolo borgo, rinchiuso in una gola del monte Rosato, stabilendovi il primo “locus” francescano della Valle Santa reatina. Francesco, fedele alla sua antica abitudine di ritirarsi, nelle ore di meditazione, in luoghi sempre più impervi ed isolati, si spinge ben presto a trovare rifugio in una spelonca, una fenditura tra le tante rocce che la montagna offre come riparo, in quello che noi oggi conosciamo come Eremo superiore o Sacro Speco. A detta dello Joergensen è forse allora che il poverello compose la stupenda preghiera «Chi sei tu, dolcissimo Signor mio Iddio, e chi son io, vermine vilissimo e inutile servo tuo? Signor mio amatissimo, quanto vorrei amarti! Mio Signore e Dio, a te dono il mio cuore e il mio corpo; ma con quanta gioia vorrei far di più, per amor tuo, se sapessi come!». E’ ancora lì che riceve la visione dell’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunzia la Remissione dei peccati: “Non tormentarti, o Francesco, che i tuoi peccati ti saranno perdonati come tu chiedesti a Dio” e gli viene predetta un’espansione prodigiosa del suo ordine, da quel luogo che oggi prende il nome di Piazzale delle Missioni Francescane dal quale sarebbe partita la sua missione di pace e che noi abbiamo appositamente scelto per il nostro breve viaggio. Appena sopra il piazzale è possibile ammirare il Tempietto della Pace costruito dall’architetto Carpiceci all’inizio del 900, contenente una statua in marmo bianco di San Francesco e poco più in alto un’altra statua in bronzo, del prof. Ronchi, che raffigura l’angelo che si china su Francesco. Nei trenta minuti di cammino, inerpicandosi in un  viottolo a spirale che conduce al sacro speco si riscopre tutta la bellezza di quel saluto in un sentiero immerso in un bosco di querce secolari, aceri e carpini che conservano gelosamente tutto l’amore e la semplicità di Francesco. Continuando lungo il sentiero è possibile scorgere sei edicole, erette nel 1650, a ricordo dei vari episodi accaduti al santo durante le ascese al luogo di preghiera e trasmessi dalla tradizione popolare. La prima cappella custodisce la pietra sulla quale il Santo appoggiò il breviario mentre stava per sopraggiungere una tempesta: appena poggiato il libro la pietra si sciolse come cera. Il vuoto è ancora visibile. La seconda cappella fu edificata sul luogo in cui Francesco si sedette poggiando le spalle a una pietra sulla quale rimase impressa l’impronta del suo cappuccio ancora oggi visibile. A pochi metri da questa, si indica una pietra, sulla quale sarebbe l’impronta del ginocchio, che l’umile Francesco piegò alla vista di un Angelo; la terza cappella custodisce l’impronta del gomito del Santo; la quarta è dedicata all’apparizione del demonio e alle impronte che lasciò sulla pietra. La quinta conserva l’impronta del piede di Francesco, la sesta l’impronta di un Angelo, apparso al Santo in forma umana. Giunti sull’antico luogo, nel cuore più profondo del francescanesimo, si scorge una chiesina con un piccolo campanile, realizzata attorno al 1300 ed ampliata nel 1600, che i pellegrini sono soliti suonare con qualche rintocco che riecheggia fin dentro i vicoli del piccolo borgo, a testimonianza dell’agognato traguardo che offre dei panorami suggestivi su tutta la Valle Santa. Qualche gradino ancora per ammirare un Altare con una Pala del XVII secolo raffigurante la remissione dei peccati, mentre ai lati due magnifiche pitture che rappresentano San Francesco e Sant’Antonio da Padova a destra e, a sinistra, San Bonaventura e San Bernardino. Nella parte superiore è ben visibile la grotta delle rivelazioni. L’itinerario che si percorre è in assoluto il più francescano di ogni altro poiché apre l’animo di ogni visitatore alla meditazione e alla contemplazione, proprio come accadeva a Francesco al tempo della sua permanenza a Poggio Bustone. Ancora oggi, il lunedì dell’Angelo (pasquetta), molti pellegrini si recano al Sacro Speco in preghiera invocando l’ ora pro nobis (prega per noi), accompagnando la statua del Santo in quel luogo che fu del perdono.

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