INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Lazio
Provincia: Rieti (RI)
Comune: Morro Reatino
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Castello di Morro Reatino

Cenni storici

Castello di Morro Reatino (RI)

Notizie certe del Comune di Morro Reatino si hanno a partire dal 1152, poichè Morro faceva parte di quei castelli che Labro aveva donato a San Giovanni in Laterano per trovare un valido aiuto nell’arginare i Normanni. I resti architettonici che ci sono pervenuti sono pochi ma non per questo poco indicativi; l’ingresso del paese é segnato da una Porta a tutto sesto seguita da un passaggio con la volta a botte. Le Mura con i merli a conci pieni (guelfe) e i Torrioni circolari e quadrangolari ricordano il carattere difensivo di quest’antico borgo; Morro ha una tale veste per esser stata una delle sentinelle di Labro. Dal 1817 Morro fece parte del governatorato di Poggio Bustone.

Morro sorge in un territorio certamente frequentato già in epoca romana: si ritiene infatti che nei pressi dell'odierna Morro sorgesse l'antica Marruvio, città citata da Dionigi di Alicarnasso (da non confondersi con Marruvio dei Marsi). Le tracce romane rinvenute sono tuttavia piuttosto scarse: tra queste, dei resti di un acquedotto in Vocabolo Canale, e una moneta d'oro con l'effigie di Vespasiano (oggi al Museo civico di Rieti). Le prime notizie certe dell'esistenza di un centro fortificato risalgono però al 1101, quando il territorio di Morro fu acquistato dai consoli del comune di Rieti. Nel 1152 il castello di Morro figurava tra i possedimenti della famiglia Nobili di Labro donati al capitolo della basilica di San Giovanni in Laterano di Roma, in cambio di aiuto e protezione contro l'invasione Normanna. Morro fu spesso in lotta con la vicina Rivodutri. Per tutto il medioevo e fino all'unità d'Italia, il castello di Morro rappresentò l'estremo avamposto di Rieti, e quindi dello Stato Pontificio, prima del confine con il Regno di Napoli (a cui apparteneva la confinante Leonessa). Durante i fatti della Repubblica Romana, Morro ospitò Giuseppe Garibaldi che, nel suo giro di ricognizione dei confini con il Regno delle Due Sicilie, il 30 gennaio 1849 pernottò in paese presso casa Poiani (dove oggi si trova una lapide commemorativa) per incontrare il patriota Bernardino Blasi. Morro è un borgo che conserva in buona parte l'originaria struttura medievale, nonostante buona parte degli edifici abbiano subito ristrutturazioni in epoche successive. Dell'antico castello di Morro rimangono solo alcune tracce: la porta castellana, caratterizzata da un arco a tutto sesto e volta a botte; i resti della cinta muraria; e i resti di numerose torri.

Chiesa di San Lorenzo
La chiesa parrocchiale di San Lorenzo presenta un portale del 1638 che porta lo stemma del vescovo di Rieti Gianfrancesco Guidi di Bagno. L'interno ha una pianta a croce greca; sull'altare maggiore si trova una tela seicentesca raffigurante San Lorenzo e (ai lati) quadri che ritraggono San Luigi e San Vincenzo Ferreri. È rilevante anche l'altare del Rosario, fatto restaurare nel 1795 dal vescovo Saverio Marini. Durante il dominio francese (1798-1799), Morro fu parte del cantone di "Rieti rurale" all'interno del dipartimento del Clitunno; nel Regno napoleonico (1810-1815) fu parte del cantone di Stroncone all'interno del circondario di Rieti, che a sua volta faceva parte del dipartimento di Roma. Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 il comune fu annesso alla delegazione apostolica di Rieti, all'interno della provincia della Sabina, inizialmente come appodiato di Poggio Bustone (1816), poi come governo di secondo ordine dipendente da Poggio Bustone (1817); nel riparto territoriale del 1827 Morro risulta comunità soggetta alla podesteria di Labro e in quello del 1831 dipende direttamente dal governo di Rieti. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, fu inserito nel circondario di Rieti, all'interno della provincia dell'Umbria. Con Regio Decreto del 1863 il comune cambiò nome da Morro a Morro Reatino, per evitare casi di omonimia con altri comuni del neonato Stato italiano. Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Morro Reatino passa a quella di Rieti.

Chiesa della Madonna di Mozzapiedi
Chi é appassionato d’arte quattrocentesca può ammirare, all’interno della chiesa Parrocchiale (XVIII sec.) dedicata al patrono S. Lorenzo, una Madonna con Bambino, sollevata in volo da angeli, fiancheggiata da S. Sebastiano e da un altro Santo non riconoscibile, staccato da questa chiesa. A questa Madonna è legato un evento miracoloso: si racconta che, nel XV sec., dei soldati di ventura tentarono, durante la notte, l’assalto al cassero ma apparve, accompagnata da un bagliore, la Madonna che mozzò loro i piedi mentre si arrampicavano sul colle ed essi precipitarono e morirono dissanguati. Le donne di Morro nel 1480 vollero, come ricorda un’iscrizione posta sotto la Madonna Mozzapiedi, che fosse dipinta l’artefice di tale prodigio.

Fa parte della Comunità montana Montepiano Reatino.
Francesco Palmegiani, Rieti e la Regione Sabina. Storia, arte, vita, usi e costumi del secolare popolo Sabino: la ricostituita Provincia nelle sue attività, Roma, edizioni della rivista Latina Gens, 1932.

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