INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo (VT)
Comune: Nepi
Localita' o frazione: Cavoni
Nome bene: I Cavoni e cella eremitica

Cenni storici

I Cavoni e cella eremitica – Nepi (VT)

Pubblicato il 29 novembre 2017 di tesorinascostiagrofalisco

FOTO, ARTICOLO E VIDEO DI LUCA PANICHELLI

Posti poco fuori il centro abitato di Nepi (VT), i “CAVONI” o VIE CAVE, rappresentano ancora oggi un’importante testimonianza riguardo le imponenti opere di ingegneria  stradale eseguite da un’antica civiltà: I FALISCI.

L’aspetto storico
Interamente scavate a mano nel morbido tufo, queste antiche vie di comunicazione avevano il compito principale di eliminare il forte dislivello tra il pianoro e il fondo della valle sottostante, in un territorio reso fortemente discontinuo a causa delle forre, dei veri e propri canyon prodotti da un lunghissimo processo geologico. (cerca nel blog: LE CONCHIGLIE FOSSILI DELL’AGRO FALISCO). Ma non solo…molto spesso queste VIE CAVE o TAGLIATE venivano scavate nelle immediate vicinanze di alcune importantissime necropoli, come ad esempio la TAGLIATA FANTIBASSI a Civita Castellana (VT) la quale sorge a poca distanza dalla NECROPOLI DEL CAVO DEGLI ZUCCHI  lungo la VIA AMERINA. Per questo motivo alcuni studiosi ritengono che queste opere di antica ingegneria stradale siano legate anche all’aspetto religioso dei FALISCI. A confermare questa teoria, le parole del poeta romano Ovidio, il quale sposato con una donna di origine falisca, nella sua opera AMORES III, ci descrive la solenne processione che veniva effettuata dall’interno delle mura di Falerii Novi fino al Tempio di Giunone Curite a Civita Castellana, in onore della Divinità stessa. (cerca nel blog: LA TAGLIATA FANTIBASSI). Ma non è tutto…secondo  CICERONE (Cic. de Div. 2.23) infatti, la religione dei loro “cugini” e confinanti ETRUSCHI fu rivelata da TAGES o TAGETE:

“Si narra che un certo Tagete nel territorio di Tarquinia apparve improvvisamente mentre la terra veniva arata, nel momento in cui fu impresso un solco più profondo, e che rivolse la parola a colui che arava. Come è scritto nei libri degli Etruschi, questo Tagete si dice che avesse l’aspetto di un bambino ma la saggezza di un vecchio. Poiché il contadino, stupito dalla sua comparsa, sollevò un grido di meraviglia, accorse molta gente ed in poco tempo tutta l’Etruria si radunò in quel luogo. Allora Tagete parlò a lungo dinanzi alla folla degli ascoltatori, che ascoltarono con attenzione tutte le sue parole e le misero per iscritto. L’intero suo discorso fu quello in cui era contenuta la scienza dell’aruspicìna; essa poi si accrebbe con la conoscenza di nuove cose che furono ricondotte a quegli stessi principi. Ciò abbiamo appreso dagli Etruschi stessi, quegli scritti essi conservano, quelli considerano come la fonte della loro dottrina.”

Molto probabilmente, dunque, camminare all’interno di queste strette ed anguste VIE CAVE, per i falisci simboleggiava “discendere nelle viscere della terra” in una dimensione Sacra. Anche in epoche successive, le TAGLIATE, continuarono ad essere utilizzate. Con l’avvento del Cristianesimo vediamo apparire lungo il loro percorso delle piccole nicchie: si tratta delle cosiddette NICCHIE SCACCIADIAVOLI, all’interno delle quali venivano inserite delle piccole statue raffiguranti la Madonna o Cristo, ed avevano la funzione di proteggere il viaggiatore durante il suo cammino.

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