INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: Rimini (RN)
Comune: Montegridolfo
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Castello di Montegridolfo

Cenni storici

Castello di Montegridolfo (RN)

I sec. a.c., il territorio è compreso nella VI Regione romana, ...la quale abbraccia l’Umbria e il territorio Gallico intorno Arimino. (Plinio).
535-553, la guerra gotica (tra ostrogoti e bizantini) spinge le popolazioni della bassa valle del Conca a ritirarsi sui colli dell’immediato entroterra, come luoghi idonei alla difesa; fenomeno che si ripete successivamente, in particolare nel X sec. con l’invasione longobarda.
1033, San Pietro, unica Parrocchia sul territorio, figura tra i beni dell’Abbazia di San Pietro di Rimini e, nel 1148, Montegridolfo compare in un documento che conferma l’appartenenza alla stessa Abbazia. Nel 1228, Fusculus de Monte Gradulfo si sottomette insieme ad altri cittadini dei vicini castelli al Comune di Rimini e, nel 1233, il Console di Montegridolfo Pasitto giura di armarsi con il Comune di Rimini nella guerra contro Urbino.
1288, Montegridolfo è attaccato dai Guelfi di Mondaino e di Saludecio conabbrucciamento de’ libri e de’ paramenti sacri, ...e abbruciate le case ad altri molti.
1336, in occasione delle lotte interne alla casata dei Malatesta, Ferrantino Novello saccheggia il castello recando gravissimi danni, che saranno poi riparati da Galeotto Malatesta; questi, nel 1338, circonda il castello di nuove mura con quattro poderosi torrioni.
1371, nella descrizione della Romagna fatta dal Cardinale Anglico, Montegridolfo viene citato con 37 focolari.
1445, Montegridolfo passa ai Montefeltro e poi ritorna ai Malatesta; dopo la disfatta di Sigismondo e altre vicende, nel 1500 cade sotto il dominio dei Borgia e poi della Repubblica di Venezia (1503), fino ad entrare nel 1509 nello Stato della Chiesa.
1769, Giovanni Ganganelli è eletto Papa ed assume il  nome di Clemente XIV.
1797, con la formazione della Repubblica Cisalpina, il Comune di Montegridolfo viene soppresso e inserito nel distretto di Saludecio insieme ai castelli di Meleto e Cerreto che erano suoi annessi.
1818, dopo la restaurazione dello Stato della Chiesa, Montegridolfo viene di nuovo eretto a Comune con a capo un Confaloniere, corrispondente all’attuale Sindaco.
1859, l’11 settembre le truppe del Generale Cialdini attraversano il territorio di Montegridolfo, che viene così annesso al costituendo Regno d’Italia.
1944, Montegridolfo è un caposaldo della Linea dei Goti, poi divenuta nota come Linea Gotica; qui, il 31 agosto, gli Alleati attaccano e vincono la forte resistenza tedesca.

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Da sempre terra di confine, Montegridolfo conobbe nel corso dei secoli sia l'influenza del Ducato di Montefeltro che quello dei Malatesta, tanto che nel corso degli anni il cassero malatestiano fu oggetto di scontri e dispute militari. Ed è proprio per questa sua peculiarità difensiva che Montegridolfo fu progettato e costruito come "cassero", ovvero un borgo con pianta rettangolare dotato di una torre posta a rinforzo del complesso murario. L'etimologia del nome non è ancora del tutto certa. Fino ad alcuni anni fa vi erano due ipotesi, una delle quali può tuttavia dirsi superata in base alle ultime ricerche storiche. Certo è che la zona di Montegridolfo un tempo venne chiamata col nome di Monte Lauro, dati i numerosi allori che rigogliosi coprivano il colle; da qui, si pensa, derivò una parola di origine germanica (Hrodulfus o Ridulfus) che avrebbe alterato la parola latina Reduvius, cioè sterposo o rozzo, aggettivo affermatosi in epoca alto-medievale secondo la toponomastica rustica del periodo. Invece non ha alcun fondamento storico la tradizione secondo la quale una facoltosa famiglia fiorentina della fazione guelfa, qui rifugiata, avrebbe dato il proprio nome al Castello. Al contrario, quella famiglia, il cui nome era Filippi, giunse nel 1248 quando il nome Mons Gredulfus o anche Gradulfus già esisteva da tempo; cosicché assunse il nome del luogo cambiandolo da Filippi in Gridolfi e, in epoca imprecisata, adottò lo stemma costituito da un olivo verde in relazione alla preminente coltura del luogo (Casadei M.L.: Montehgridolfo, la Storia, gli Uomini, 1995) Il borgo, molto probabilmente, risale all'anno 1000. La prima documentazione certa è datata 1148, come certo è che nel 1200 passò sotto il dominio malatestiano. Per questa sua peculiarità riminese, dato che Montegridolfo giurò fedeltà ai Malatesta contro il Ducato di Urbino, fu sede di numerosi attacchi ed incursioni militari che culminarono nel paradossale saccheggio da parte delle soldatesche di Ferrantino Novello, cugino dei Malatesta, che -alleatosi con i Montefeltro- distrusse il borgo. La ricostruzione fu però rapida e nel 1337 si può parlare di Montegridolfo come lo conosciamo ora, con alte mura ed efficientemente fortificato. Come gran parte dei comuni romagnoli passò sotto il dominio del Valentino nel 1500; ben presto seguì la riconquista da parte dei Malatesta, che però lo vendettero a Venezia, la quale lo rivendette allo Stato Pontificio. La storia più recente lo vede inserito nel contesto della storia d'Italia; da non dimenticare è il tracciato della Linea Gotica, la linea di difesa tedesca battezzata in origine da Hitler "Goten Linie" ("Linea dei Goti"), e che proprio in queste zone vide lo svolgersi di scontri cruenti fra i tedeschi e le truppe alleate, in quanto lo sfondamento delle truppe alleate nella pianura padana avrebbe reso la Germania prendibile in pochi mesi: fu proprio durante l'attacco delle forze alleate a Montegridolfo che il tenente Gerard Ross Norton si guadagnò la Victoria Cross, massima onorificenza militare britannica. Negli ultimi anni il borgo è stato oggetto di un ampio restauro che, mantenendo intatta l'architettura, ha fortemente rivalutato ed abbellito Montegridolfo.

Monumenti e luoghi d'interesse
Il borgo in generale rappresenta il luogo d'interesse per eccellenza. Ben proporzionato e inserito nelle dolci colline riminesi, rappresenta un'ottima integrazione dell'architettura medievale con il paesaggio circostante.

Meritano una conoscenza più approfondita:
La chiesa di San Rocco, ex lazzaretto, situata appena fuori dalle mura, ove si possono ammirare tre dipinti della Madonna con Bambino con i santi Rocco e Sebastiano eseguiti in epoche differenti (il primo nella prima metà del Quattrocento, il secondo all'incirca nel 1520, il terzo nel 1623).
Il Museo della Linea dei Goti, dotato di ricco materiale a ricordo del passaggio del fronte tra fine agosto e primi settembre 1944. Sono esposte armi e cimeli vari degli eserciti contrapposti, mentre una sezione è specificamente dedicata agli stampati di propaganda del periodo di produzione tedesca, fascista e alleata.
Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, situato a Trebbio (frazione di Montegridolfo), luogo di culto e pellegrinaggio, nel quale è possibile ammirare un quadro di Pompeo Morganti da Fano, realizzato nel 1549, raffigurante l'apparizione della Madonna.

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